La sedazione cosciente

Quando in medicina si parla di anestesia cosciente


si intende l’abolizione indotta nel paziente della sensibilità, della coscienza e quindi del dolore. Quest’abolizione è causata da uno stato di rilassamento muscolare e psichico, raggiungibile grazie alla somministrazione di alcuni farmaci detti anestetici. La narcosi indotta da tali farmaci, lascia attive nel paziente solo le elementari funzioni vegetative. La capacità di ridurre al minimo il dolore fisico è un metro di giudizio valido dello sviluppo sociale, soprattutto nel campo medico.

La storia dell’ anestesiologia si perde infatti nella notte dei tempi: già popolazioni come gli egizi e i romani studiarono tecniche di abbassamento della soglia del dolore nei loro malati, utilizzando rudimentali elementi come la neve ( per provocare una sorta di diminuzione del flusso sanguigno), la pressione dell’arteria carotide o l’applicazione di impacchi ed infusi di erbe quali la mandragora. Proprio l’erboristeria portò nei secoli una maggiore conoscenza delle tecniche narcotiche, soprattutto attraverso l’uso di oppiacei, hashish ed alcool.

Eppure soltanto intorno al Settecento si iniziarono a sperimentare composti chimici quali il protossido d’azoto e l’etere dietilico, tutt’ora utilizzate dall’anestesiologia moderna. Circa un secolo dopo tali sostanze vennero applicate a scopo sedativo durante alcune operazioni chirurgiche.

Scoperte ed esperimenti di questo genere maturarono molto le conoscenze sull’argomento, dando la possibilità alla scienza medica di raggiungere in modo soddisfacente i risultati a cui l’anestesiologia tende, ovvero l’ipnosi (soppressione dello stato di coscienza), la mio risoluzione (rilassamento muscolare), l’analgesia ( abolizione del dolore) e l’amnesia (abolizione del ricordo). I farmaci anestetici possono essere somministrati in due diversi modi: quello iniettivo, cioè per via endovenosa, e quello inalatorio, attraverso la respirazione delle varie sostanze.

Esistono vari tipi di anestesia, diversificati tra loro sostanzialmente dalla profondità dello stato di coscienza in cui guidano il paziente:

a) l’anestesia locale, l’abolizione della sensibilità in una zona circoscritta del corpo raggiunta attraverso infiltrazioni cutanee o sottocutanee;

b) l’anestesia loco-regionale, realizzata mediante l’iniezione anestetica intorno ad un plesso nervoso o midollare, per isolare la parte del corpo interessata dal cervello, incapace a quel punto di analizzare la sensazione di dolore;

c) l’anestesia totale, la perdita completa della coscienza per un tempo medio lungo. Può essere iniettiva o inalatoria, e porta ad un generale rilassamento dei muscoli di tutto il corpo.

Molto interessante, soprattutto dal punto di vista odontoiatrico, è la tecnica della sedazione cosciente (o analgesia sedativa), sorta di ipnosi parziale attraverso la quale il paziente non perde completamente la coscienza di sé e resta attivamente collaborativo. E’ una tecnica ottima per tipi di operazioni brevi e poco invasive. Il paziente sottoposto a questa tecnica narcotica, oltre all’innalzamento della soglia del dolore, è soggetto anche ad una stabilizzazione del battito cardiaco, della pressione arteriosa e alla comparsa di un senso di benessere e relax, tramite il quale si possono superare le frequenti paure ed ansie solitamente connesse alle operazioni chirurgiche.

La somministrazione del protossido d’azoto e ossigeno viene effettuata dall’anestesista con l’ausilio di una mascherina nasale collegata a sofisticate apparecchiature moderne, che miscelano e liberano le due sostanze. La sicurezza e la facilità della tecnica, unite alla rapida eliminazione delle sostanze nel corpo del malato (capace spesso di lasciare autonomamente l’ospedale dopo il risveglio), fanno della sedazione cosciente una delle anestesie più utilizzate dall’odontoiatria moderna, applicabile a quasi tutti i tipi di interventi possibili.

In ultimo va aggiunto che la figura dell’anestesista non segue solo il ciclo della narcotizzazione del paziente, ma anche tutto l’iter del risveglio, detto in gergo rianimazione. L’anestesista-rianimatore è proprio la figura professionale specializzata che si occupa di vegliare sulla sedazione, sulla sua corretta progressione e sul risveglio finale delle parti anatomiche addormentate.

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